EMERGENZA CONGO
Nonostante gli accordi di pace firmati appena due anni fa, l’area del Kivu della Repubblica Democratica del Congo non è mai stata completamente liberata dalle forze militari e dai guerriglieri, in lotta per ottenere il controllo dell’immenso patrimonio di risorse minerarie della Regione. Lo scorso ottobre la situazione di conflitto si è nuovamente acuita, interi villaggi sono stati assediati e distrutti e la popolazione sopravvissuta ai continui assedi costretta a scappare.
Dopo l’arresto, a fine gennaio, del leader dei ribelli tutsi congolesi, Laurent Nkunda, i due Governi della RD Congo e del Rwanda, in conflitto fino a poche settimane fa, hanno stretto un’inaspettata alleanza con l’intento di lottare contro un nemico comune: le Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR) presenti sul territorio congolese, composte da ribelli hutu rwandesi rifugiatisi in RD Congo dopo aver preso parte al genocidio del 1994. Molti rwandesi che si trovano in Congo, stanno ora cercando di abbandonare il paese per rientrare in patria. Secondo l’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati (UNHCR), sarebbero più di 1400 i rwandesi che hanno già superato il confine.
La situazione dei civili in Congo è catastrofica e peggiora di giorno in giorno, essendosi estesa anche nelle regioni orientali a causa delle ritorsioni del gruppo ribelle ugandese, Lord’s Resistance Army (LRA). Nel nord est della RD Congo, infatti, le persone sono esposte ad attacchi brutali e letali del LRA dallo scorso settembre, ma la situazione è drasticamente peggiorata da quando, a partire da dicembre, è cominciata l’offensiva contro i ribelli. Secondo una stima approssimativa il numero di persone costrette alla fuga fino ad oggi sarebbe intorno alle 150.000. Negli ultimi 5 mesi il gruppo ribelle ugandese avrebbe ucciso almeno 900 congolesi nel nord-est (fonte UNHCR). La maggior parte degli abitanti non ha altra scelta che quella di darsi alla macchia per sfuggire ai massacri e gli aiuti umanitari faticano ad arrivare a causa della paura e l’insicurezza diffuse, visto l’enorme rischio di subire attacchi a sorpresa.
Le organizzazioni di AGIRE che operano nelle zone della RD Congo direttamente colpite dalla guerra sono attualmente 5:
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