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Staff – ActionAid - 17 gennaio
Domenica 17 gennaio abbiamo dedicato la giornata alla visita della comunità di Mariani, una delle più povere di Port au Prince, per verificare le condizioni di salute dei bambini sostenuti a distanza da centinaia di cittadini italiani. Il quartiere è stato duramente colpito dal terremoto. Le case a Mariani sono crollate ovunque. L’edificio che era utilizzato come centro di ritrovo della comunità è stato raso al suolo. La scuola è sventrata. L’odore pungente della morte pervade l’aria. Camminare per le strade della città è come attraversare un cimitero a cielo aperto. Ci sono ancora tante vittime sotto le macerie, quasi certamente anche qualche superstite, ma tale è la dimensione della tragedia che, nonostante gli aiuti internazionali, i mezzi a disposizione non sono comunque sufficienti per il recupero dei corpi. Abbiamo incontrato i nostri partner di COZPAM, l’organizzazione locale per i diritti del bambino. Li abbiamo trovati riuniti in quello che era rimasto della scuola. Il loro personale non è stato ancora in grado di localizzare tutti i bambini. Molte famiglie hanno trovato rifugio sono nei campi profughi allestiti in altre zone della città. Altre si sono dirette verso le zone rurali, da parenti, o amici. Alcune famiglie purtroppo sono ancora tra i dispersi. Abbiamo avuto l’opportunità di parlare con molte famiglie. Tutti hanno perso qualcuno. Nessuno ha più una casa agibile. Vivono tutti in strada. C’è urgente necessità di cibo, alloggi, vestiti, cloro per purificare l’acqua corrente. Manca tutto. La gente possiede solo i vestiti che indossava quando c’è stata la prima scossa. I sopravvissuti dicono di aver avuto fortuna. Almeno hanno scampato la morte. Mario Diaz, di ActionAid Guatemala, ha visitato i due grandi campi di accoglienza allestiti a Mariani alla ricerca di neonati, bambini e donne incinte. Superstiti e feriti vivono in condizioni di drammatica precarietà. Mancano anche i ripari per proteggersi dal sole cocente. I cadaveri sono ammassati ai bordi delle strade. Abbandonati a marcire all’aria aperta. L’acqua è contaminata dalle carcasse di animali morti. Non ci sono servizi igienici. Ci sono altri quattro piccoli campi nelle vicinanze. In totale si stima che circa 9.000 persone abbiano trovato rifugio nei campi dell’area di Mariani. Brian Mier, di ActionAid Brasile, ha raggiunto un altro grande campo di accoglienza a Carrefour - vicino Mariani – dove sono ammassate 4.000 persone. La maggior parte sono donne e bambini in situazione di grave vulnerabilità. I più fortunati trovano riparo dal sole sotto tende improvvisate, fatte con le lenzuola. Molti non hanno nemmeno queste. A maggio, quando arriverà la stagione degli uragani, se la popolazione vivrà ancora in queste condizioni, la situazione sarà catastrofica. Jean Claude Fignolé, direttore di ActionAid Haiti ha trovato alloggio in una tenda con la moglie e i bambini piccoli. La sua casa è stata danneggiata dal sisma. Jude Jean Baptiste, il Finance Manager, ha impiegato sette ore per estrarre sua moglie dalle macerie della banca in cui lavorava. Casa sua è utilizzata come ufficio temporaneo di ActionAid. La sede è seriamente danneggiata. Il Direttore dei progetti di sviluppo ha perso suo cognato. Il cibo è un problema reale per tutti. Pochissime persone sono in grado di fare fronte all’aumento dei prezzi. La maggioranza è del tutto priva di mezzi di sostentamento. Molte delle banche sono ormai ridotte a un cumulo di macerie. Molte persone stanno vendendo per la strada frutta, vestiti, scarpe, tutto quel poco che hanno. E’ come vivere in una zona di guerra. A Mariani ActionAid ha distribuito medicinali essenziali e diciassette casse di burro di arachidi rafforzato con proteine dando così la possibilità di un pasto nutriente ad almeno 2.550 persone. Abbiamo anche ottenuto farina, olio e grano da distribuire nelle prossime ventiquattrore. ActionAid ha ordinato 3.000 tende, 20.000 coperte, 1.000 scatole di latte in polvere, 2.000 scatole di assorbenti igienici, 1.000 confezioni di pannolini, 15.000 unità di dentifricio e spazzole, 9.000 materassi di gommapiuma, 20.000 confezioni per la reidratazione, 10.000 paia di pantaloni per le donne e le ragazze. Abbiamo anche allestito un deposito per ricevere e stoccare la merce. Sapone, taniche per l’acqua, biscotti energetici, corda, tela cerata, zanzariere stanno arrivando con una nave italiana di assistenza alle emergenza. Saranno ad Haiti tra circa dieci giorni di tempo.
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