A soffrire maggiormente per la ripresa delle ostilità è  la popolazione civile.

Ad oggi 3.700.000 persone hanno bisogno di assistenza umanitaria immediata, mentre il numero degli sfollati e dei rifugiati ha ormai raggiunto i due milioni. 

L’assistenza delle popolazioni colpite è resa difficoltosa non solo dai continui attacchi cui è sottoposto il personale umanitario, ma anche dalla mancanza dei fondi necessari per rispondere all’emergenza.

 

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I progetti di coopi

Supporto al settore sanitario nelle regioni di Togdheer e Awdal nel Somaliland.



IL PROBLEMA: La carenza di fondi nella sanità pubblica spinge i medici verso il settore privato, inaccessibile alla maggior parte della popolazione.

IL PROGETTO: COOPI lavora al rafforzamento della sanità pubblica e dei servizi ospedalieri in due regioni del Somaliland, valorizzando le competenze del personale,  intervenendo sulle infrastrutture e  fornendo adeguate attrezzature sanitarie.

LA VISIONE: migliorare e rafforzare la rete sanitaria locale perché venga tutelato il diritto fondamentale alla salute

 

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I progetti di intersos

Potenziamento dei servizi dell’ospedale di Jowhar del medio Scebeli.


IL PROBLEMA:  Sono circa 300 mila gli sfollati nella regione del medio Scebeli. Dallo scorso maggio, Jowhar è occupata dalle forze di opposizione e il numero di persone bisognose di cure è ulteriormente cresciuto.

IL PROGETTO:   INTERSOS lavora al potenziamento degli ambulatori e del centro per la salute materno infantile, anche attraverso l’equipaggiamento di team mobili ed equipe di infermieri specializzati per risposte d’emergenza in ospedale.

LA VISIONE: Garantire la funzionalità dell’unico ospedale pubblico della zona è fondamentale per alleviare la sofferenza della popolazione dell’area.

 

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I progetti di cesvi

Assistenza Medico-Sanitaria a Belet Weyne e nei campi profughi


IL PROBLEMA: La precarietà e la scarsa accessibilità dei servizi sanitari di base, nonché l’assenza di sistemi di smaltimento dei rifiuti e di standard igienici minimi per la macellazione aumentano il rischio di patologie endemiche.

IL PROGETTO:  Cesvi garantisce il funzionamento di due centri di salute e maternità per la popolazione della città di Belet Weyne, e di una clinica mobile che lavora nei campi sfollati nell’area circostante. Gestisce inoltre un intervento sanitario finalizzato a migliorare le condizioni igieniche campi rifugiati di Dada Ab che prevede la realizzazione di tre mattattoi, e di un sistema di raccolta e smaltimento di rifiuti.

LA VISIONE:  Garantire a tutti gli sfollati e i rifugiati l’accesso ad un sistema igienico-sanitario in grado di diminuire l’incidenza delle patologie infettive.

 

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I progetti di

 

Accesso ai servizi igienico sanitari per gli sfollati di Hobyo e Dhusanareeb


IL PROBLEMA: L’aumento dei prezzi, la scarsità di pioggia e l’instabilità politica perdurante creano bisogni sempre maggiori, soprattutto in ambito idrico e sanitario.

IL PROGETTO:  CISP è impegnato a costruire centri pediatrici, distribuire medicinali e strumentazione di base, formare medici e infermieri locali. La riduzione delle malattie è perseguita anche attraverso lo scavo di pozzi idrici e l’organizzazione di comitati di gestione dell’acqua.

LA VISIONE: ovviando alla carenza di acqua potabile e di strutture sanitarie, si ridurrà il rischio di contrarre malattie e diminuirà il numero di decessi.

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